Il ruolo della escort in una cena di lavoro

[Voti: 2    Media Voto: 5/5]

La società moderna impone molte volte dei ritmi difficilmente sostenibili, essi sull’altare del raggiungimento degli obiettivi che ognuno di noi si fissa, e che spesso fanno parte del proprio universo lavorativo, sacrificano quelle relazioni interpersonali a volte ritenute poco produttive e del tutto evitabili.

La stessa società, impone però spesse volte, la presentazione, soprattutto all’interno di varie manifestazioni sociali, di persone che possono essere legate in maniera indissolubile alla propria persona. Tale situazione che a sentire le stime sulle riviste specializzate, è abbastanza frequente, non è solo vista come una situazione normale, ma finanche viene vissuta come testimonianza della capacità di poter avere una vita personale abbastanza soddisfacente, anche nell’ambito privato.

Il connubio delle varie esigenze, porta spesse volte alla ricerca di persone terze, che possano assumere il ruolo di accompagnatrici, (o accompagnatori) ed essere presentate cosi come prova di una vita vissuta in maniera normale, ma che allo stesso tempo non “rubino” tempo nella coltivazione dei rapporti interpersonali, tali figure professionali sono conosciute nel mondo moderno con il nome di escort, o accompagnatrici/accompagnatori.

Per molti una escort è una risorsa importante nel lavoro

Esse non sono altro che veri propri professionisti del settore, che mettono a disposizione della clientela il loro corpo, cena di lavoro con escortcorpo che il più delle volte non è visto come un corpo da usare o di cui abusare, ma solamente come un corpo da sfoggiare in occasioni particolari, in maniera tale da poter permettere alla clientela di fornire una migliore immagine della propria persona.

In questo contesto le particolarità di chi si presta al ruolo dell’accompagnatrice, o dell’accompagnatore, devono essere abbastanza specifiche. Esse infatti di solito prestano un’opera principalmente di compagnia, compagnia che deve poter sostenere, anche durante eventi importanti, conversazioni alla quale si deve per forza di cosa essere preparati al meglio. Infatti il ruolo della escort non è da espletarsi come in molti erroneamente pensano al chiuso di una camera, ma impone la frequente presenza nelle situazioni sociali alla quale la coppia, per l’occasione formatasi, è tenuta a presenziare.

Inutile sottolineare che il ruolo impone, oltre una discreta conoscenza del bon ton, anche un invidiabile forma fisica, e una cura della persona veramente fuori dal comune. La clientela che sceglie di essere accompagnata, di solito vuole che a farlo sia una persona che susciti nella sua cerchia di colleghi di lavoro, amici, e a volte anche di parenti stretti, una certa invidia, invidia che solamente la presenza di un bell’uomo, o di una bella donna, riescono a produrre.

I motivi che possono influire sulla scelta di una escort

L’utilizzo del ruolo dell’accompagnatrice anche se legato a situazione particolari, (quali ferie, feste familiari, cerimonie particolare, feste comandate) raggiunge il suo massimo scopo nei frequenti meeting di lavoro a cui molti sono chiamati a partecipare. In essi, e nelle cene di lavoro che ne seguono, l’accompagnatrice oltre a prestare la sua opera, ha anche il proficuo scopo di far si che il cliente possa presentarsi ai propri subordinati, o a volte ai propri dirigenti, con una persona che possa intrattenere anche le eventuali compagne dei commensali.

cena con escort lavoroLe cene di lavoro sono d’altronde croce e delizia della società moderna, durante il loro svolgimento si stringono accordi commerciali, si pianificano strategie, si decidono promozioni. Esse devono essere affrontate con la massima cura, e ogni aspetto deve essere curato con dovizia di particolari, anche e soprattutto quello conviviale.

Soprattutto in questo caso la professionista deve mettere a disposizione le sue innegabili doti, che vanno dal “savoir-faire” all’empatia, dalla spiccata cortesia alla preparazione generale. All’accompagnatrice infatti spesso non è richiesta la mera presenza fisica fine a se stessa, ma anche la particolarità di fornire un’immagine personale che sia pari, se non superiore, alla persona accompagnata.

Entra in gioco in questo caso un’altra caratteristica, anch’essa basilare, quella di saper immediatamente comprendere lo stato d’animo dell’evento cui si è chiamati a partecipare, e soprattutto delle persone che lo animano. Difficilmente può riscuotere successo, ad esempio, una persona che non interpreta correttamente in quale contesto si è a chiamati prestare la propria opera professionale, contesto che può “pretendere” ad esempio un abbigliamento particolare (ad esempio l’abito lungo) o conoscenze specifiche. È buona norma in questo caso informarsi prima dell’accettazione dell’impegno professionale, e in caso di dubbio declinare la propria prestazione, tutto allo scopo principale di non portare nocumento alla clientela, il cui benessere deve essere l’obiettivo principale.

Un’altra dote rilevante sul quale affidarsi, anche durante le cene di lavoro alle quali si è chiamati a presenziare, è l’assoluta riservatezza. Essa deve essere basilare, e far parte del bagaglio professionale dell’accompagnatrice, persona che conosce il ruolo che ricopre ma che agisce in maniera tale da poterlo nasconderlo, che a volte conosce le particolarità del cliente ma che deve fare di tutto perché queste rimangano riservate. La professionista sarà custode per una sera, o anche per un periodo più lungo, delle conoscenza del suo cliente, conoscenze che rimarranno sepolte nella sua mente.

In tale contesto un’altra particolarità riveste indubbia importanza, quella di improvvisare in maniera convincente. A volte infatti la persona che riveste il ruolo di accompagnatrice è fatta segno di un fuoco di fila di domande, spesso fatte proprio con lo scopo di metterla in difficoltà, o finanche svelare qualche “punto debole” del cliente che ha chiesto i servizi di accompagnamento. Una buona professionista riesce con la sua grazia e con la sua intelligenza ad evitare eventuali siffatti trabocchetti, a rispondere senza mai perdere la calma e soprattutto a non mettere mai in difficoltà la persona accompagnata.

Si deve inoltre pensare che l’accompagnatrice migliore, non è colui o colei che esegue alla perfezione quanto richiesto, ma bensì colui o colei che interpreta alla perfezione i desideri della clientela, desideri che devono per forza di cosa, in rispetto alla professionalità del ruolo, essere instradati nei specifici accordi presi all’atto dell’accettazione dell’impegno, e mai discordarsi da tali accordi.

L’obiettivo primario è d’altronde quello di permettere di passare una bella serata, serata che per essere perfetta deve essere il più possibile vicina, al fornire quella dose di realismo quotidiano che spesso la clientela ricerca. Un realismo che spesso non può essere creato per mancanza di tempo o di volontà, ma che può trovare un alternativa molto valida nell’utilizzo dei servizi, di quella figura specifica sempre più professionale, da individuare, chiamare e perché no richiamare nel futuro, e che corrisponde al ruolo di escort.

 

Il ruolo della escort in una cena di lavoro recensito da 17 giugno 2016 da votato 4.9 su 5

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.